Torna al Blog

Covid: Il mercato immobiliare e creditizio del 2020 – Comprare casa.

Categories Investimenti

Ora che il 2020 sta per finire, possiamo iniziare a tirare le somme.

Ad essere onesti, solo con l’avvio del nuovo anno capiremo davvero quale sia stato realmente l’impatto che la pandemia ha avuto sul mercato immobiliare, ma sicuramente già oggi possiamo provare a fare alcune considerazioni e riflessioni in merito alle tendenze che già si stanno chiaramente delineandoCiò che è certo è che questo 2020 non è stato un anno come gli altri, difficilmente ce ne dimenticheremo e ci auguriamo che resti un unicum. Negli ultimi mesi tutti gli italiani, ma non solo, sono stati messi a dura prova e hanno dovuto completamente rivedere le proprie priorità, ma anche le proprie abitudini, gli stili di vita e le modalità di lavorare e di relazionarsi con gli altri. Certamente, l’economia nazionale e globale ha subito un forte contraccolpo, che in alcuni settori ha significato anche una battuta d’arresto o quasi. È innegabile, poi, che l’obbligo di restare chiusi in casa ha portato a riflettere non solo sul modello di abitazione prescelto, ma in alcuni frangenti anche sulla sua ubicazione, sull’arredo, l’organizzazione degli spazi e su molto altro ancora.
Se lo scorso anno di questo periodo ci  preoccupavamo di festeggiare al ristorante con colleghi ed amici, di andare alle recite scolastiche dei propri figli e ci  affannavamo alla ricerca del regalo di natale perfetto passeggiando per le vie del centro ed affollando i negozi, oggi nulla di tutto ciò è più possibile!

Anche il mercato immobiliare, al pari di tutti gli altri settori che vi ruotano attorno, dall’edilizia all’arredamento, certamente ha risentito della situazione, ma non in maniera così drammatica come si poteva pensare e non su tutta la linea. Se il timore iniziale, ed in parte fondato, era quello di un brusco calo delle vendite, la ripresa, forse e per fortuna, è stata anche più repentina del previsto, complice proprio il fatto che le persone essendosi trovate chiuse in casa, hanno rivisto le proprie priorità e le proprie convinzioni riguardo all’abitareChiaramente, inutile negarlo, un fermo c’è stato, nelle compravendite e soprattutto nelle locazioni, ovvio e scontato nei mesi di lockdown totale, quando le agenzie immobiliari hanno dovuto chiudere i battenti e le imprese sono state necessariamente costrette ad interrompere tutti i lavori in essere.
Di contro, però, bisogna ammettere che non appena è stato possibile riprendere una parvenza di normalità, il mercato immobiliare ha mostrato subito un insolito fermento.
Vediamo dunque di analizzare la situazione, sia per ciò che concerne le vendite, ma anche per quel che riguarda gli affitti ed i mutui, anche perché l’accesso al credito resta un tassello fondamentale nella maggior parte delle operazioni immobiliari.

Per farlo abbiamo ripreso una serie di dati molto interessanti forniti da una ricerca portata avanti dal gruppo Tecnocasa, con dati relativi alle compravendite ed alle locazioni portate a termine dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete nei primi 9 mesi di quest’anno su tutto il territorio nazionale, che evidenzia in modo chiaro le tendenze del 2020.

NEL 2020 IL MERCATO IMMOBILIARE RESISTE

All’inizio del 2020 la pandemia ha messo in pausa le vite di tutti, innescando scenari che mai avremmo potuto nemmeno lontanamente immaginare, non solo a livello sanitario, ma anche sociale ed economico. Tutte le certezze ed i modelli abitativi collaudati sono stati messi d’un tratto in discussione, inducendo cambiamenti repentini negli stili di vita degli italiani. Improvvisamente ci si è trovati costretti a star chiusi in casa, lavorando in smart working e con i figli in DAD; senza più poter uscire né vedere parenti ed amici e trasferendo, di fatto, tutte le attività ed i contatti on line, filtrati dallo schermo di un pc.
Le nostre città, note mete di turismo e di vita, si sono completamente svuotate; alberghi, negozi e ristoranti hanno chiuso. Le cosiddette quattro mura domestiche sono diventate all’improvviso un rifugio, l’unica arma di difesa e di protezione dal temuto virus, ma questo “Stare a casa che è diventato lo slogan del 2020 non poteva non travolgere in qualche modo il mercato immobiliare, che proprio nella casa ha il suo punto nodale.

Il Covid, indubbiamente, ha nuovamente rimesso alla prova un mercato che proprio negli ultimi tempi si stava faticosamente lasciando alle spalle un decennio di crisi (che aveva ridimensionato prezzi e volumi d’affari) e che stava ridando pian piano respiro a numerosi operatori del settore. Al momento, però, ci sembra di poter dire che anche stavolta il mercato immobiliare ha saputo reinventarsi, rispondendo repentinamente alle mutate esigenze della clientela.
È innegabile il dato che riguarda il ridimensionamento dei volumi complessivi di compravendita, dovuto in gran parte alla chiusura forzata e ai mesi di inattività, ma anche ad una fisiologica contrazione degli investimenti, soprattutto di quelli con finalità turistica, specialmente nelle grandi città. Di contro, però, è emersa sempre più prepotentemente la voglia di acquistare casa, o di migliorare e ripensare quella in cui già si vive, poiché stando rinchiusi tra le mura domestiche, tutti i limiti e i difetti (al pari chiaramente dei pregi) della propria casa sono emersi in modo dirompente ed inequivocabile, come mai prima d’ora.

Fortunatamente, il mercato del credito ha favorito questo passaggio con tassi d’interesse bassi ed un maggiore accesso al credito, nonostante vi sia una certa attenzione delle banche alla tenuta occupazionale dei potenziali acquirenti. Andiamo, allora, brevemente ad analizzare l’andamento del mercato immobiliare, per comprendere le dinamiche che si stanno delineando alla fine di questo 2020 così insolito, pur consapevoli del fatto che solo con l’avvio del nuovo anno e con la fine dell’emergenza capiremo se si tratta di trend passeggeri, o se davvero ci sarà un cambio di visone radicale negli stili di vita e nel modo di concepire la casa e di viverla degli italiani.

MG_7281-1024x637 Covid: Il mercato immobiliare e creditizio del 2020 - Comprare casa.

COMPRAVENDITE

Iniziamo dalle compravendite. In prima battuta, durante il primo semestre del 2020, l’effetto della pandemia è stato evidente poiché ha portato a registrare un brusco cale delle vendite su tutto il territorio italiano, con un decremento pari quasi al 22% rispetto allo stesso periodo del 2019. Questo però è ovvio, dato che, da marzo a maggio praticamente abbiamo assistito ad uno stop forzato, con alcuni strascichi fisiologici nella ripresa.

Tempistiche

Per quanto riguarda i tempi di vendita, oggi nelle grandi città si attestato mediamente attorno ai 112 giorni, che salgono a 149 nei capoluoghi di provincia e a 154 nei comuni dell’hinterland delle grandi città. Tra le metropoli le tempistiche più lunghe si registrano a Bari (178 gg) e Verona (142 gg), mentre le città “più veloci” sono Milano, con 56 giorni e Bologna, con 57. In realtà, rispetto allo scorso anno, su tale fronte si registra un miglioramento per tutte le realtà, sebbene da settembre inizino a registrarsi lievi rallentamenti, dovuti con tutta probabilità ad una maggiore prudenza da parte dei potenziali acquirenti, scoraggiati dalla seconda ondata del virus.

Prezzi

Anche per ciò che concerne i prezzi degli immobili, indubbiamente, la pandemia ha avuto il suo peso, anche se solo nel corso del prossimo anno si riuscirà ad avere un quadro effettivo e reale della situazione. Quel che è certo è che, nelle grandi città, durante il primo semestre del 2020 le quotazioni immobiliari sono diminuite all’incirca dell’1%, arrestando così una crescita che era iniziata già nel secondo semestre del 2017 ed era andata confermandosi nei semestri successivi.  

Un po’ in tutte le grandi città si registra un calo prezzi, ad eccezione di Milano e Verona che vantano aumenti pari, rispettivamente, ad un +2% e ad un +0,4%. La città che ha sofferto maggiormente la contrazione dei prezzi è stata Genova, con un -4,4%, dove in realtà le aree semicentrali hanno evidenziato un risultato migliore, a fronte di un peggioramenti sia delle periferie che delle aree centrali. Tutto sommato, tiene un po’ ovunque il mercato del lusso, in particolare sono sempre più ricercate le soluzioni con spazi esterni.
Anche alcune periferie, che offrono soluzioni indipendenti e sovente di nuova costruzione hanno potuto contare su una leggera ripresa. Mentre i capoluoghi di provincia hanno fatto registrare un generalizzato ribasso dei prezzi, pari a -1,4%, l’hinterland delle grandi città regge decisamente meglio, con solo un -0,2%, attirando di fatto coloro che non riescono ad accedere al troppo caro mercato cittadino. Ora, inoltre, queste aree sono diventate più appetibili anche per quanti si sono messi alla ricerca di maggiore spazio, di più indipendenza e di aree verdi. Hanno tenuto bene l’hinterland di Milano, di Firenze e di Verona, quest’ultimo in particolar modo trascinato dalle località turistiche.

Effettuando un’analisi per aree geografiche si evidenzia un decremento dei prezzi più contenuto per le località del Nord Italia (-0,9%) e meno per quelle del Sud (-1,3%) e del Centro Italia (-2,2%).

Domanda, offerta e disponibilità di spesa

Indubbiamente, come già detto, il dover vivere reclusi all’interno della propria casa, ha cambiato il modo di vedere, vivere e pensare la propria abitazione. Ecco, allora, che oggi si assiste ad un netto ritorno alle soluzioni indipendenti o a quelle che dispongono di ampi spazi esterni di pertinenza, siano essi giardini, piuttosto che terrazze o simili. Mentre prima del Covid, molto spesso si accontentavano di spazi più ristretti per potersi permettere di abitare in centro, oggi si rivalutano le zone più verdi, che consentono di vivere più liberamente in spazi più confortevoli, godendo anche di uno sfogo esterno privato.

Detto ciò, sotto il profilo della domanda, nelle grandi città il trilocale rimane la tipologia di immobile più ricercata (in cima alle preferenze del 41% dei potenziali acquirenti), con un lieve aumento della concentrazione di richieste tra gennaio e luglio 2020. Seguono i quattro locali, prediletti dal 23,7% delle persone e fanalino di coda sono oggi i bilocali, che rappresentano solo il 22,9% nelle scelte degli italiani e ancor peggio va ai monolocali.

Per quanto riguarda la disponibilità di spesa, la fascia più bassa, ovvero quella fino a 119 mila euro, continua a rivelarsi quella a maggior concentrazione, interessando un 26% del totale dei compratori; segue con il 23,2% la fascia di disponibilità compresa tra 120 e 169 mila euro e con il 22,1% quella che va dai 170 ai 249 mila euro. A Milano, comunque, complice anche i prezzi più elevati a mq, si segnala un aumento della percentuale di chi desidera spendere più di 250 mila €.

Sul fronte dell’offerta la tipologia abitativa più presente sul mercato, un po’ in tutte le grandi città italiane, è il trilocale, che copre il 32,3% dell’offerta, seguita dai quattro locali che ammontano al 24,4%.  In aumento, rispetto a gennaio 2020, sono le percentuali di offerta di monolocali e bilocali, un tempo ricercatissime ed oggi invece meno appetibili; mentre per lo stesso motivo la disponibilità di cinque locali è in netto calo.

Oggi chi può disporre di appartamenti di grande metratura, con il Covid, ne ha potuto apprezzare i vantaggi e pertanto se da un lato cala l’offerta, contemporaneamente aumenta la domanda e i pochi cinque locali presenti sul mercato vengono assorbiti molto più velocemente di quanto non avvenisse solo lo scorso anno.
Allo stesso modo la pandemia penalizza i tagli più piccoli, come mono e bilocali. Per molti italiani, infatti, a questo punto, trascorrendo l’intera giornata in casa e trovandosi costretti a ritagliarsi all’interno anche uno spazio lavorativo, 50 mq diventano davvero troppo risicati. Per quanto riguarda invece le motivazioni che spingono a comprare casa, in questo 2020, in cima alle liste dei desideri troviamo la necessità di maggior spazio e di uno sfogo esterno, come un giardino o anche un terrazzo. Rispetto al 2019, nel 2020 c’è stato certamente un decremento delle operazioni immobiliari ad uso investimento (anche perché al momento quello degli affitti, sia abitativi che ancor più ad uso ufficio, non è di certo il settore più promettente), ma a fronte di un aumento degli acquisti di seconde case di vacanzaComplice il lockdown molti hanno pensato di affacciarsi sul mercato per comprarsi una casa al mare, in montagna o al lago ed al contempo invece gli investitori che avevano intenzione di realizzare short rent sono rimasti in attesa. Nei primi 9 mesi del 2020 in Italia si è dunque registrata una leggera flessione della percentuale di acquisti per investimento, che attualmente si attesta sul 16,8%, contro il 17,5% registrato nel medesimo periodo del 2019.

IMG_9673-1-1024x656 Covid: Il mercato immobiliare e creditizio del 2020 - Comprare casa.

LOCAZIONI

È quasi scontato dire che nel settore immobiliare, il mercato degli affitti è quello che è stato indubbiamente più duramente colpito dalla pandemia. Lo smart working e le lezioni universitarie on line hanno fatto registrare una netta diminuzione dei lavoratori e degli studenti fuori sede, senza contare poi il venir meno dei flussi turistici che ha determinato un calo della domanda anche di alloggi in affitto per le vacanze e di conseguenza una maggiore offerta di case sul mercato. Negli ultimi mesi, molti appartamenti solitamente destinati all’affitto turistico sono stati immessi sul mercato residenziale, generando un surplus di offerta a fronte, peraltro, di un calo generalizzato della domanda, calmierando così inevitabilmente l’ammontare dei canoni.  

Ecco i motivi per cui, nel primo semestre del 2020, i canoni d’affitto delle grandi città risultano in diminuzione. Per i monolocali si registra un -0,2%, mentre per i bilocali, per i trilocali un -0,9%. I ribassi più significativi si sono avuti in particolare a Milano, Bologna, Roma e Firenze, che essendo le metropoli più vive e ed effervescenti sono anche quelle che più di tutte le altre hanno poi sofferto la contrazione dei flussi turistici e la diminuzione di abitanti ed inquilini.
Nei capoluoghi di provincia si segnala ancora invece un lieve aumento dei canoni di locazione, pari allo 0,3% per i bilocali ed allo 0,7% per i trilocali.  

Analizzando i nuovi contratti di locazione stipulati nel 2020, da gennaio a settembre, si evidenzia una contrazione di quelli stipulati per motivi di studio e lavoro, mentre si registra un leggero aumento sul fronte dei contratti transitori e di quelli a canone concordato, che ora rappresentano il 18,8% ed il 30,8% del mercato. Questo perché, in attesa di capire come evolverà il mercato nei mesi a venire, molti proprietari stanno optando per tipologie contrattuali più flessibili.
Ciò che è certo è che l’emergenza sanitaria ha segnato in modo importante il mercato delle locazioni che nei primi 9 mesi del 2020 ha evidenziato un brusco calo della percentuale di contratti stipulati. D’altro canto la chiusura delle università con le lezioni a distanza ed il dilagare dello smart working, opzioni peraltro tutt’oggi presenti in molte regioni ed ancora in evoluzione, hanno impattato non poco solo sugli affitti, in sé e per sé, ma anche sulla scelta dei contratti stipulati.

IL MERCATO CREDITIZIO DEL 2020

Chi in questo periodo difficile aveva immaginato una contrazione dei volumi di mutui erogati deve ricredersi. Molti operatori del settore, infatti, inizialmente avevano ipotizzato una diminuzione dei volumi di mutuo erogati, a fronte del calo di compravendite registrato ad inizio anno. Così invece, fortunatamente, non è stato e, al pari del primo trimestre dell’anno, anche il secondo ha portato in dote al mercato un’ulteriore crescita, spingendo globalmente i volumi delle erogazioni semestrali a 25,2 miliardi di euro, con una crescita di +9,8% rispetto al 2019.

Nel secondo trimestre 2020 le famiglie italiane hanno ottenuto finanziamenti per l’acquisto della propria abitazione per un importo totale pari a 12,9 miliardi di euro, facendo registrare una crescita nelle erogazioni pari a +9,7% rispetto allo stesso trimestre del 2019, per un controvalore di oltre 1.140 miliardi di euro. I tassi bancari sempre più bassi, hanno portato molte famiglie, specie quelle che negli anni passati avevano optato per prodotti a tasso fisso, a riaffacciarsi sul mercato del credito al fine di rinegoziare con le banche condizioni più favorevoli e generando così un flusso piuttosto importante ed inedito di operazioni di surroga o sostituzione di mutui già circolanti.  

È importante rilevare che nel 2020 sono cresciute in modo esponenziale soprattutto le operazioni di surroga e sostituzione che nel primo semestre del 2020 hanno generato quasi 4,9 miliardi di euro di volume erogati dalle banche, con una crescita pari a +218%, percentuale che sale addirittura un +243% nel secondo trimestre rispetto agli stessi periodi del 2019Ecco, dunque, che questi prodotti, oggi, sostengono in maniera sostanziale la crescita generale delle erogazioni rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Per ciò che concerne invece l’andamento della domanda di nuovi mutui, secondo i dati forniti da Kìron Partner il trend dei contratti di mediazione è positivo ed in linea con i dati pre-Covid, con circa 3.000 contratti registrati a settembre 2020.

Tassi di interesse

Di certo, in tutta questa situazione, una nota positiva riguarda i tassi di interesse dei mutui, che mai come ora hanno raggiunto valori minimi, oltre a far registrare ad uno spread medio decisamente più contenuto rispetto agli anni passati.
L’Euribor, ovvero il valore di indicizzazione dei mutui a tasso variabile, è sceso ancora e a settembre 2020 era pari a -0,49%; così come è diminuito anche l’Eurirs, ovvero il valore di indicizzazione dei mutui a tasso fisso, rilevato pari a 0,06% (il dato si riferisce sempre a settembre 2020).

Le preferenze degli italiani, in questa situazione, ricadono sui prodotti a tasso fisso, che rispetto all’anno passato registrano un incremento, passando nel primo trimestre 2020 dal 61% all’83,4%. Evidentemente l’orientamento verso prodotti a minor rischio è giustificato in parte dai tassi sempre più bassi e dall’altro dalla situazione di emergenza che induce le persone e le famiglie ad essere prudenti. Ecco dunque che i mutui a tasso variabile evidenziano un calo piuttosto evidente, passando da un 21% nel 2019 al 10,4% nella prima parte del 2020. Restano invece per lo più stabili i prodotti a tasso misti ed i cosiddetti mutui variabili con il “cap”, ovvero limitati da un tetto massimo prestabilito.

I mutui degli italiani nel 2020

In Italia, la durata media in un mutuo si attesta poco al di sotto dei 25 anni: precisamente 24,7 anni, dato questo in leggera diminuzione rispetto a quello dell’anno precedente. In particolare, poi, analizzando ulteriormente i dati si scopre che quasi il 72% dei mutui ha una durata compresa tra 21 e 30 anni, mentre il resto dei prestiti ipotecari sostanzialmente si attesta all’interno della fascia compresa tra i 10 e i 20 anni, anche perché invece i mutui di durata inferiore a 10 anni rappresentano solamente lo 0,1% del totale. Per ciò che concerne gli importi erogati, nel primo semestre di quest’anno, la media è attorno a poco meno di 114.000 euro, facendo registrare rispetto al 2019 un lieve aumento.

Nella maggior parte dei casi (per ben oltre l’87% del totale), ciò che spinge gli italiani a contrarre un mutuo è l’acquisto della prima casa, ma è in crescita anche la percentuale di coloro che optano per la sostituzione o la surroga del mutuo residuo, incidendo in questo caso per un 7/8%, mentre i mutui destinati alle seconde case costituiscono una minima parte del mercato (poco più del 2%).  

Ma chi è il mutuatario tipo nel nostro paese?

L’età media di chi quest’anno ha sottoscritto un mutuo si aggira attorno ai 40 anni; tenendo conto che all’interno della fascia che va dai 18 ai 44 anni si trova ben il 58,8% del totale dei richiedenti un prestito ipotecario. Sebbene quasi l’80% dei mutui venga erogato a favore di cittadini italiani è in crescita anche la percentuale degli stranieri che accedono al credito, sia europei (per un 12-13% circa) che extraeuropei (per l’8-9%). Analizzando i dati di Banca d’Italia relativi allo stock di mutui in essere, concessi alle famiglie italiane per l’acquisto della propria abitazione, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha rilevato che nel secondo trimestre del 2020 si è registrato il dato più alto di sempre: con 336.199 milioni di euro prestati. È pur vero che tale dato è in costante aumento già dal terzo trimestre del 2015 e che il passo con il quale aumentano le consistenze ha registrato comunque una lieve contrazione a causa dell’emergenza sanitaria (+2,5% su base annua e +0,50% su base trimestrale), ma vista la situazione si può davvero considerare un dato incoraggiante ed un cauto ottimismo è d’obbligo.

Previsioni

Fortunatamente, nonostante l’emergenza legata al Covid, nel nostro paese il mercato dei mutui alle famiglie, almeno fino ad oggi, si è comportato piuttosto bene. Ci siamo in parte già occupati delle questione quando nei primi mesi di lockdown vi abbiamo parlato della possibilità di sospendere momentaneamente le rate dei mutui in essere per tutti coloro che avessero registrato un calo delle entrate o un fermo dell’attività, come previsto dal decreto “Cura Italia”.

Se in questo anno, dunque, diversi italiani hanno optato per la momentanea sospensione del mutuo in essere, a fronte di comprovate difficoltà dovute alla pandemia, è altrettanto doveroso precisare che la richiesta di nuovi prestiti per l’acquisto di una abitazione non ha mostrato alcun segno di calo, complici anche i tassi davvero competitivi del momento.

Vedremo solo nei prossimi mesi se questo trend generale verrà confermato nel 2021. Molto dipenderà chiaramente  dall’andamento della domanda di nuove abitazioni e dall’impatto effettivo generato dalla pandemia sull’economia delle famiglie italiane, dato che ancora oggi assistiamo alla totale o parziale chiusura di alcune attività commerciali del Paese.

Ad oggi, fortunatamente, possiamo dire che a fronte di prezzi degli immobili ancora competitivi e di tassi dei mutui decisamente bassi, per il mercato immobiliare si può ben sperare, poiché permangono interessanti opportunità, sia per chi vuole comprare a scopi abitativi, sia per chi desidera acquistare una nuova casa che per chi è interessato a comprare a titolo di investimento.

Prima di lasciare questo articolo, potrebbe esserti utile scaricare il primo capitolo del mio libro che parla di Investimenti Immobiliari:
clicca qui 27a1 Covid: Il mercato immobiliare e creditizio del 2020 - Comprare casa. Miracoli Immobiliari, impara a farli a Pisa. 
16-1024x536 Covid: Il mercato immobiliare e creditizio del 2020 - Comprare casa.

UNO SGUARDO SPERANZOSO AL FUTURO

Tirando le somme, per la fine di quest’anno, nonostante un mercato che sembra essersi rimesso in moto anche grazie  a mutui bassi e convenienti, ci si aspetta comunque una riduzione di almeno 100 mila compravendite rispetto al 2019, dovute allo stop forzato, ed un ribasso dei valori degli immobili tra il -3% e il -1%.  

Ci auguriamo, però, di cavalcare l’onda della ripresa facendo registrare negli ultimi mesi del 2020 e ad inizio 2021 un recupero tale da chiudere in sostanziale stabilità, con alcune realtà con valori addirittura in rialzo. Va detto poi che, la nuova tendenza della domanda che fa registrare una sempre maggior richiesta di spazi esterni, potrebbe determinare un incremento dei valori per gli immobili dotati di giardino o terrazzo che, specie nelle grandi città, sono sempre più difficili da reperire.  

Tutto sommato, dalle considerazioni appena effettuate, basate sull’analisi di dati reali, relativi alle compravendite ed alle locazioni portate a termine dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete, riteniamo si possa manifestare un cauto ottimismo. Nonostante l’emergenza sanitaria, il mercato immobiliare per ora può dirsi in buona salute. Certamente sono in atto nuove tendenze, ma bisognerà attendere i prossimi mesi per capire se abbiamo a che fare con trend temporanei o se ci troveremo ad assistere ad un radicale cambiamento degli stili di vita, delle abitudini e dei desideri di acquirenti ed inquilini.

Ciò che fa ben sperare è che appena usciti dalla fase di lockdown, il mercato immobiliare si è rimesso immediatamente in moto, anche piuttosto rapidamente, più di quanto ci si potesse augurare, sorprendendo anche gli stessi operatori del settore.

D’altro canto, però, proprio in questi ultimi mesi dell’anno stiamo nuovamente facendo i conti con la pandemia. La seconda ondata sta colpendo duramente il paese; con un lockdown variabile a seconda del colore delle Regioni (gialle, arancioni e rosse) e con la prospettiva di pesanti restrizioni durante le vacanze natalizie. Prossimamente dovremo scontrarci con gli effetti a lungo termine che tutto ciò avrà avuto sulle tasche degli italiani, sulla loro occupazione e sulla capacità produttiva e di spesa delle famiglie. Per questo motivo, nonostante un cauto ottimismo, fare previsioni per il futuro diventa ogni giorno più difficile. Possiamo solo attendere e stare a vedere quali saranno le conseguenze sanitarie ed economiche effettive alla fine dell’emergenza, che ci auguriamo tutti arrivi assieme ai vaccini il prima possibile.  

Oggi vogliamo congedarci da tutti voi rassicurandovi circa il fatto che, al momento, nonostante tutto, il mercato immobiliare è vivo, esiste e resiste. Ci auguriamo che tale rimanga, anzi che continui a crescere e come di consueto auguriamo a tutti “BUONA CASA!”.

 

1 commento

One thought on “Covid: Il mercato immobiliare e creditizio del 2020 – Comprare casa.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *