Torna al Blog

Cosa fare per ristrutturare i pavimenti di casa

Categories Ristrutturazioni

Nella stragrande maggioranza dei casi, uno dei primi interventi che si decide di affrontare ristrutturando casa, assieme al rifacimento dei bagni, è il cambio della pavimentazione. Le motivazioni che portano ad una scelta del genere sono le più disparate, ma sappiate che anche le possibilità e le modalità di esecuzione sono innumerevoli.

Al contrario di quanto si possa pensare, quando decidete di posare un nuovo pavimento i dubbi non si devono e non si possono limitare all’estetica. Tutti si preoccupano di scegliere il materiale, le colorazioni, le finiture ed i formati che maggiormente rispecchiano il proprio gusto. Sicuramente optare per il rivestimento più adatto, anche sulla base dello stile prediletto e dell’effetto finale che si vuole ottenere è molto importante, ma, quando si parla di pavimenti sono innumerevoli i fattori che entrano in gioco e per effettuare una scelta corretta e consapevole è bene tener conto di tutti, senza trascurarne alcuno.

Molto, poi, dipende da cosa si intende con l’espressione “cambiare i pavimenti”. Se da un lato, infatti, si può optare per una semplice operazione di restyling, con la posa di un nuovo rivestimento, magari flottante, direttamente adagiato su quello esistente; al contrario, si può pensare ad un intervento decisamente più consistente, che preveda non solo la rimozione del vecchio pavimento, ma anche quella del suo massetto, magari andandovi a posare in aggiunta un innovativo impianto di riscaldamento e raffrescamento a pannelli radianti di ultimissima generazione.

Tutto ciò senza contare che si può decidere di cambiare la pavimentazione in tutta la casa, optando per un unico materiale che renda tutto più uniforme ed attuale, oppure, al bisogno, si può intervenire solo su un singolo locale.

Ciò che è certo è che, sostituire la vecchia pavimentazione, con una più moderna e differente, può cambiare radicalmente l’aspetto di un’abitazione, stravolgendone completamente la percezione e conferendo agli ambienti una spazialità e una luminosità inedite. Basta poco per far apparire una casa completamente diversa da ciò che era prima. Chi è del mestiere lo sa bene, tant’è vero che gli home stager, coloro che sostanzialmente rifanno il trucco alla casa per renderla maggiormente appetibile sul mercato, tra i vari interventi, in alcuni frangenti, propongono la posa di una nuova pavimentazione uniforme che vada a coprire quella esistente, vuoi perché vecchia e malconcia, piuttosto che per dare uniformità alla casa o semplicemente per svecchiarne l’aspetto.

Vediamo, allora, di capire come è possibile intervenire e cosa comporta ognuna delle soluzioni proposte, perché chiaramente ciascuna ha dei pro e dei contro di cui è bene essere informati prima di dar corso ai lavori, nonché tempi e costi che, a seconda dei casi, possono essere significativamente differenti gli uni dagli altri.

Innanzitutto, però, cerchiamo di capire cosa bisogna fare da un punto di vista normativo per poter cambiare la pavimentazione della propria casa, ovvero quando è necessario disporre di un permesso o, fare una segnalazione e come muoversi in questi casi.

 

cambiare-il-pavimento_NG2 Cosa fare per ristrutturare i pavimenti di casa

La sostituzione del pavimento da un punto di vista normativo

In via del tutto generale, tenete presente che la semplice sostituzione del pavimento è da considerarsi un intervento di manutenzione ordinaria, esattamente come se voleste cambiare i rivestimenti a parete, ridipingere i muri di un colore differente, o rivestirli con una carta da parati.

La Legge 475 del 5 agosto 1978 fornisce una definizione precisa di quali interventi debbano essere considerati di manutenzione ordinaria. Sono, dunque, lavori di manutenzione ordinaria “quelli che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelli necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”.

È chiaro che il cambio di pavimentazione rientra tra le opere di sostituzione delle finiture. Bene: sappiate che per dar corso a lavori di manutenzione ordinaria non è necessaria alcuna autorizzazione comunale e nella maggior parte dei casi non serve neppure comunicare al Comune l’inizio lavori, pertanto potrete affidarvi direttamente ad un piastrellista o ad un parquettista di fiducia. Qualora abitiate in condominio, qualche giorno prima di iniziare i lavori, è sempre e comunque consigliabile apporre nelle parti comuni un cartello che risulti ben visibile e che avverta i vicini di ciò che si sta facendo, in modo da scusarsi anticipatamente dei disagi quali polvere e rumore, che potrebbero causare i vostri operai.

Attenzione, però, perché come abbiamo già accennato “sostituire la pavimentazione” è un’operazione che può essere fatta con modalità differenti ed è proprio qui che il confine tra manutenzione ordinaria e straordinaria si fadecisamente più labile.

Sempre la suddetta Legge 475 del 5 agosto 1978 definisce i lavori di manutenzione straordinaria come quelle “opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso”.

A differenza dei lavori di manutenzione ordinaria quelli straordinari necessitano di un titolo abilitativo, diverso chiaramente caso per caso, a seconda dell’entità e della tipologia dei lavori. In tutti i casi, come minimo, sarà necessario che incarichiate un tecnico di fiducia (architetto, ingegnere o anche un geometra) di redigere e presentare all’Ufficio Tecnico Comunale una CILA, Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata.

Se, dunque, rifacendo la pavimentazione, decidete di demolire e rimuovere quella esistente, andando anche a sostituire il massetto e provvedendo ad effettuare modifiche sugli impianti, allora avete a che fare con una manutenzione straordinaria.

In poche parole, sono da considerare interventi di manutenzione ordinari quelli che servono a riparare o mantenere in stato di efficienza un immobile e straordinari, invece, quei lavori più complessi che prevedono modifiche, sostituzioni o integrazioni strutturali piuttosto che impiantistiche.

Se da un lato con la manutenzione straordinaria è necessario ottenere un titolo abilitativo e dunque “pagare” la parcella di un tecnico che segua la pratica edilizia, di contro potrete sfruttare il cosiddetto Bonus Ristrutturazioni, recuperando il 50% di tutti i costi sostenuti, compresi quelli necessari per saldare le parcelle professionali. È bene tener presente, poi, che qualora ci si trovi in presenza di una sola opera definibile come manutenzione straordinaria, vuoi anche semplicemente lo spostamento di un tavolato o l’apertura di una porta, tutti gli altri lavori che vengono realizzati contestualmente a questo (e che presi singolarmente ricadrebbero tra le opere di manutenzione ordinaria), sono ammessi anch’essi alla detrazione.

Ecco dunque che in molti casi conviene approfittare e fare tutto ciò che c’è da fare in una sola volta, sfruttando gli incentivi del caso. Inoltre, cambiare la pavimentazione comporta dei disagi che ora andremo ad analizzare e come si suol dire: oramai che siete in ballo vi conviene ballare!

pavimenti-sovrapponibili Cosa fare per ristrutturare i pavimenti di casa
Cosa comporta, in pratica, la sostituzione del pavimento esistente

Indipendentemente dal fatto che si presenti una CILA e si sfruttino gli incentivi statali, oppure si decida di intervenire in autonomia, esclusivamente come opera di rinnovamento delle finiture, quando si pensa di cambiare il vecchio pavimento di casa ciò che preoccupa maggiormente sono i disagi che l’operazione, nel suo complesso, comporta. Di certo, come si può ben immaginare, non è una lavorazione né rapida, né indolore, soprattutto se si desidera procedere in tutti gli ambienti.

In questi casi, infatti, prima di iniziare a lavorare bisogna togliere i mobili, smontandoli dopo averli svuotati di tutti gli effetti personali, lasciare le stanze completamente sgombre e, soprattutto, trovarsi un altro posto dove stare per qualche giorno, o settimana (a seconda dei casi). Proprio per tale ragione, di solito, si preferisce cambiare pavimento appena si entra in una nuova casa, prima di traslocarvi, perché in seguito i disagi sono molti e fungono da fortissimo deterrente.

Senza contare, poi, che, procedendo con la demolizione del pavimento e del massetto esistenti si genera sporco, polvere e rumore. Se a tutto ciò si aggiunge l’incertezza riguardo ai tempi di realizzazione, il timore di spendere un sacco di soldi e il rischio che alla fine il risultato finale non sia neppure quello tanto ambito, è facile comprendere la titubanza dei più rispetto ad un intervento di questo tipo. È vero che, in via del tutto teorica, si può anche pensare di ripavimentare un locale alla volta, spostando tutto da una stanza all’altra e procedendo per parti, continuando ad alloggiare in casa. In questi casi, però, specialmente se la vostra abitazione non è davvero grande, i disagi si moltiplicano e cambiare il pavimento si rivelerà un vero inferno!

Ci sono alternative meno costose e gravose a tutto ciò? In realtà sì. Vediamo di capire come si agisce tradizionalmente e quali altre opportunità si possono valutare per cambiare la pavimentazione di casa propria.

Come procedere al cambio della pavimentazione

Nel cambiare un pavimento la prassi è quella di rimuovere solo lo strato superiore, senza demolire e rifare il massetto, tornando semplicemente a vedere la vecchia caldana. Qualora, però, il fondo risulti disconnesso si dovrà procedere alla realizzazione di un getto autolivellante a rapida asciugatura, in modo da non avere, poi, problemi di posa. Per chi non lo sapesse, all’interno del sottofondo si trovano annegati tutti gli impianti di casa (idrici, del riscaldamento ed elettrici), pertanto andando ad intaccarlo si corre il rischio di rompere qualche tubo, causando danni a sé o a terzi, a cui sarà necessario porre prontamente rimedio.

Ecco che, per evitare sporcizia, rumore, nonché per limitare l’insorgere di danni e ridurre i costi (perché le demolizioni e lo smaltimento dei detriti non sono operazioni particolarmente economiche), è possibile anche procedere posando il nuovo pavimento sopra quello vecchio, senza rimuoverlo. Attenzione, però, questa cosa non sempre è fattibile e bisogna anche essere disposti a scendere a compromessi. Vediamo quando è possibile e a che condizioni.

riscaldamento-pavimentio-1404x984-1024x718 Cosa fare per ristrutturare i pavimenti di casa

Pavimento nuovo senza togliere il vecchio

Oggi, sempre più di frequente, proprio nel tentativo di limitare le spese, ma anche i disagi, si decide di rifare il pavimento di casa senza toccare quello esistente, ma andando a coprirlo.

Attenzione: verificate, però, che questa, nel vostro caso, sia un’operazione percorribile.

Per prima cosa bisogna tener presente che i locali domestici per poter essere considerati effettivamente abitabili devono avere un’altezza netta interna minima pari almeno a 2,70 m, ad eccezione di bagni, ripostigli, corridoi e ambienti di servizio che possono essere leggermente più bassi. Se, come accade nelle abitazioni più recenti, l’altezza netta interna è già perfettamente 2,70 m non si potrà ridurre ulteriormente e non potrete far altro che rimuovere il vecchio prima di posare quello nuovo. Nelle vecchie case, invece, dove i locali sono alti 2,90 m o anche più, il problema non si pone.

Detto ciò, se si vanno ad aggiungere anche solo 1,5-2 cm in più rispetti al piano di calpestio originario, si deve mettere in conto o di far smontare tutte le porte e farle sollevare, o di doverle tagliare, così come si dovrà intervenire in qualche modo anche sulla porta di primo ingresso e sulle portefinestre.

Innanzitutto, però, bisogna accertarsi che il pavimento esistente risulti liscio, in bolla e ben compatto, altrimenti posarcene sopra un altro è davvero rischioso: rotture, scollamenti e problemi vari sono lì in agguato! I questi casi si può pensare ad un getto di livellamento di qualche cm e solo dopo alla posa del nuovo rivestimento, ma così facendo gli spessori in aggiunta aumentano decisamente e poi potreste trovarvi dinnanzi ad una sorta di “gradino” per uscire in balcone o di casa.

Inoltre, sappiate che, se si decide di intervenire in questa maniera c’è uno scotto da pagare perché non tutti i materiali, non tutti i formati e non tutte le modalità di posa si rivelano consoni. Esistono infatti pavimenti appositamente pensati per un utilizzo in sovrapposizione e dallo spessore limitato ed altri caldamente sconsigliati. In via del tutto generale le scelte possibili sono tre: resina, parquet prefinito o laminato, da posare flottante con interposto apposito materassino, piuttosto che incollato; piuttosto che piastrelle ceramiche ad hoc. Ad esempio, i grandi formati in gres, oggi molto di moda, per poter essere posati correttamente necessitano di un fondo davvero perfetto, nonché dell’ausilio di un bravo piastrellista: è impensabile pensare di posarli su un vecchio solaio malconcio o direttamente sopra altre piastrelle, senza contare che gli elementi pensati per essere sovrapposti ad altri dovrebbero avere uno spessore davvero ridotto.

Chi davvero cerca una soluzione rapida e super economica e punta solo ad un cambio look radicale, magari in vista di una vendita, può pensare di optare anche per un rivestimento vinilico o per delle piastrelle autoadesive, sebbene non possa di certo essere questa una soluzione da considerarsi definitiva.

Ovviamente, poi, chi dispone di un pavimento in marmo potrà riportarlo all’originario splendore mediante una semplice lucidatura, effettuata da personale specializzato e con macchinari appositi; così come chi ha un vecchio parquet in legno massello potrà farlo rilamare e trattare.

Anche l’occhio vuole la sua parte, ma non solo lui!

Fin qui ci siamo preoccupati di questioni prettamente tecniche, anche perché, generalmente, sono quelle che i non addetti ai lavori ignorano quasi sempre. Ovviamente, però, quando si decide di cambiare la pavimentazione della propria casa, quasi sempre, lo si fa per motivi estetici.

Ricordate sempre che un pavimento deve esserebellissimo da vedere ed adeguato al contesto ed allo stile della vostra casa, ma allo stesso tempo deve risultare pratico, solido, robusto, resistente, semplice da pulire e meglio sarebbe che fosse anche in grado di garantire un minimo di isolamento termico ed acustico.

Certamente è inutile negare che l’estetica riveste un ruolo fondamentale nella scelta, anche perché il pavimento è sempre sotto i nostri piedi, ma anche sotto i nostri occhi e sebbene possa essere arricchito dalla presenza di tappeti ed in parte venga mascherato dall’ingombro dei mobili, rimarrà sempre ben in vista.

In tutto ciò anche lo stile è una variabile essenziale. Potreste mai immaginare un casale con una pavimentazione in resina o in piastrelloni di gres effetto metallico? Ovviamente queste finiture risultano consone per un Loft cittadino, mentre in campagna si prediligerà la naturalità del legno, piuttosto che quella del cotto o della pietra rustica.

Oggi, spessissimo si sceglie di optare per un’unica pavimentazione, che sia uniforme ed uguale in ogni locale della casa, mentre un tempo era usuale utilizzare quanto meno due pavimentazioni distinte, una per la zona giorno e una per la zona notte, se non addirittura scegliere un pavimento diverso per ogni locale. Ogni ambiente domestico, però, ha delle richieste prestazionali ben precise da soddisfare. Ad esempio, nei bagni sarebbe consigliabile optare per una pavimentazione igienica, che resista bene all’acqua e all’umidità e non sia sdrucciolevole, questo vale anche per le cucine dove però è indispensabile anche che le superfici siano facilmente pulibili e resistano bene al calore ed alle macchie. Nelle stanze da letto, come in soggiorno, invece il pavimento dovrebbe essere quanto più caldo ed accogliente possibile. Oggi però neppure la distinzione tra i locali è più così netta come lo era una volta, pertanto nello scegliere la pavimentazione perfetta, specie se unica, è bene tener conto dell’estetica, della praticità, delle prestazioni, ma anche del proprio stile di vita e delle proprie abitudini. Se usate camminare scalzi, ad esempio, meglio optare per un legno, magari durevole e resistente.

Prima di terminare questa lettura però vorrei consigliarti di scaricare il capitolo del mio libro Miracoli Immobiliari – Impara a farli investendo a Pisa.
Magari oltre a vendere la casa vuoi anche capire come puoi iniziare a fare investimenti a Pisa partendo da ZERO.  Clicca sull’immagine ORA!

16-1024x536 Cosa fare per ristrutturare i pavimenti di casa

Concludendo

Molto probabilmente se qualcuno di voi aveva in mente di cambiare il pavimento della propria casa, non aveva pensato a tutte questi implicazioni e complicazioni! Lungi da noi l’intento di scoraggiarvi, anzi! Speriamo di non avervi spaventato, ma piuttosto di esservi stati utili e di avervi fornito qualche spunto di riflessione in più, che vi consenta di fare la scelta migliore sotto ogni punto di vista.

Inutile dire che il pavimento non è solo un semplice dettaglio di finitura e la scelta di quello perfetto non è per nulla un’impresa semplice.

Detto ciò, qualora aveste bisogno di una consulenza, sapete che il mio team di esperti è sempre pronto a darvi una mano, non esitate a contattarci. Per ora non ci resta che augurare BUONA CASA a tutti e alla prossima, con nuovi consigli ed informazioni pronti a rendere la vostra abitazione il luogo migliore del mondo.