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Bonus casa Pisa 2019. come fare per ottenere le detrazioni sulla casa

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Il 2019, oramai, è iniziato da qualche mese e si sa che la primavera è la stagione del rinnovamento. Con le belle giornate si ha più voglia di fare, tanto che generalmente questo è proprio il periodo dell’anno in cui molti decidono di passare all’azione, realizzando concretamente qualche piccolo lavoretto di manutenzione ordinaria o straordinaria a cui pensavano da tempo.

Che abbiate in mente di rifare il tetto, piuttosto che sostituire i vecchi infissi malconci; che desideriate rifare il bagno, o cambiare la pavimentazione, piuttosto che gli impianti di tutta casa, l’importante è fare sempre le cose per bene, esattamente come vanno fatte. Altra cosa fondamentale è informarsi a dovere ed in tempo debito di quali incentivi è possibile fruire per gli interventi in programma, in modo tale da poter risparmiare qualcosina, che non guasta mai!

Per partire con il piede giusto, ma talvolta anche banalmente per stabilire quali interventi convenga iniziare subito e quali magari, invece, è pensabile posticipare, vogliamo fornirvi tutte le informazioni riguardanti Bonus e Incentivi legati al mondo della casa. Avere un’idea ben precisa di tali agevolazioni può aiutare anche a decidere se convenga ristrutturare la propria vecchia casa o piuttosto comprarne una nuova.

La legge di Bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2019 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 30 dicembre 2018. Sostanzialmente, per ciò che concerne il cosiddetto Bonus Casa, non ci sono variazioni di rilievo rispetto all’anno precedente. Vediamo, comunque, di analizzare rapidamente, ma in maniera chiara ed esaustiva, ad uno ad uno tutti gli incentivi che in qualche modo hanno a che fare con gli immobili.

 

Bonus Ristrutturazioni 2019

Oramai da diversi anni il cosiddetto Bonus Ristrutturazioni è una certezza ed in questo anche il 2019 non fa eccezione. Le agevolazioni dedicate a tutti coloro che intendono ristrutturare casa restano invariate rispetto al 2018. Per i contribuenti sarà possibile portare in detrazione Irpef il 50% di tutte le spese sostenute per i lavoricomprese le parcelle dei tecnici, i materiali e tutto quanto necessario, fino ad un tetto massimo di 96.000 euro, che andrà ripartito in dieci quote annuali di uguale importo.

Chiaramente, oltre alle spese effettivamente sostenute per l’esecuzione dei lavori si possono far rientrare in questa tipologia di agevolazione anche i costiaccessori, come quelli inerenti l’onorario dei vari tecnici, dalle fatture per la progettazione a quelle per le prestazioni professionali ad essa connesse, così come i costi preliminari sostenuti per effettuare perizie e sopralluoghi, accertamenti statici, diagnosi energetiche, fino agli oneri per la sicurezza, per la direzione lavori, la realizzazione della legge 10, la certificazione energetica, ecc…

Allo stesso modo, sono detraibili anche le spese sostenute per la messa a norma degli impianti elettrici e a metano, quelle necessarie per rilascio delle certificazioni di conformità dei lavori; i costi relativi all’acquisto dei materiali; nonché IVA, bollo e i diritti per l’ottenimento delle varie concessioni, autorizzazioni, denuncia inizio lavori e perfino quanto speso per gli oneri di urbanizzazione, qualora dovuti.

Come già era accaduto negli anni precedenti pare che a partire dal prossimo anno questo bonus si ridurrà per tornare alla sua misura originaria, che prevedeva una detrazione pari solo al 36% delle spese sostenute e fino ad un limite massimo di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Ovviamente del domani non c’è certezza, ma se state pensando di ristrutturare, nel dubbio, meglio approfittare dell’aliquota maggiorata ed iniziare subito, soprattutto se si ha in mente di spendere cifre piuttosto importanti!

Ciò a cui si deve prestare attenzione è che, come accadeva anche negli anni precedenti, gli unici interventi che effettivamente possono beneficiare di tale incentivo sono quelli cosiddetti di manutenzione straordinaria degli immobili, al contrario invece quelli di manutenzione ordinaria sono ammessi solo qualora riguardano parti comuni di condomini o edifici plurifamiliari. In questi casi la detrazione, chiaramente, deve essere ripartita tra i diversi proprietari sulla base delle rispettive quote millesimali.

In particolare, oltre chiaramente agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del dpr 380/2001 per le parti comuni degli edifici residenziali ed elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del dpr 380/2001 per le singole unità immobiliari residenziali a prescindere dalla categoria catastale cui appartengono, sono ammessi a godere del Bonus Ristrutturazioni anche i seguenti lavori:

  • interventi di ricostruzione o ripristino sull’immobile danneggiato a causa di calamità;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, quali ad esempio ascensori o montacarichi e l’installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi definiti tali in base alla legge 104;
  • interventi di prevenzione di atti illeciti: come ad esempio le spese necessarie per l’acquisto di cancelli, porte blindate, videosorveglianza, ecc;
  • interventi per la cablatura degli edifici e per il contenimento dell’inquinamento acustico;
  • lavori finalizzati al conseguimento di risparmio energetico, anche se per quelli è possibile in alternativa sfruttare l’apposito Ecobonus;
  • adozione di misure antisismiche;
  • bonifica dall’amianto;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica: come la riparazione di prese, la sostituzione del tubo del gas ecc;
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • vetri anti-infortunio;
  • installazione di corrimano.

Per quanto riguarda i soggetti ammessi a godere del Bonus, i documenti necessari e le modalità di pagamento nulla è cambiato rispetto agli anni passati, pertanto per avere maggiori delucidazioni in merito vi rimandiamo al vecchio articolo dedicato.

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Bonus mobili e elettrodomestici

Ormai da diversi anni a braccetto con il Bonus ristrutturazioni va il cosiddetto Bonus mobili ed elettrodomestici, prorogato nuovamente fino al 31 dicembre 2019.

Questo permette di usufruire di una detrazione del 50% di quanto speso per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici, sempre a patto che siano di classe non inferiore ad A+ (A solo per i forni) e fino a coprire un tetto massimo di 10.000 euro. La detrazione Irpef va spalmata anche in questo caso in un decennio ripartendola in quote annuali di pari importo.

Anche i beni ammessi alla detrazione restano gli stessi previsti negli anni passati, ovvero:

  • arredi nuovi, come cucine, armadi, letti, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione ed altri arredi che costituiscono un necessario completamento dell’immobile oggetto di ristrutturazione;
  • grandi elettrodomestici nuovi, solo se dotati di etichetta energetica e se di classe inferiore alla A+, (tranne per i forni che è sufficiente siano in classe A). L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solamente a patto che per quella tipologia di elementi non sia ancora previsto l’obbligo di etichettatura.

Non sono invece agevolabili tramite questa tipologia di incentivo: porte, pavimentazioni, tende e tendaggi e qualunque altra tipologia di complemento d’arredo che, di fatto, risulti accessorio.

In realtà, il Bonus mobili ed il Bonus Ristrutturazioni sono due facce di una stessa medaglia poiché per poter usufruire dell’incentivo dedicato ad arredi ed elettrodomestici è indispensabile che l’acquisto avvenga contestualmente o a seguito di una ristrutturazione edilizia (per la quale si può usufruire contemporaneamente della detrazione dedicata). Questo vale sia che l’intervento riguardi una singola unità immobiliare, che un intervento di manutenzione o ristrutturazione condominiale sulle parti comuni. In questo secondo caso, ovviamente, gli arredi che possono beneficiare del bonus in questione sono solo quelli che servono alle parti comuni; mentre se si parla di detrazioni legate ad una singola unità immobiliare è possibile usufruire del Bonus Mobili anche qualora gli arredi siano destinati ad arredare un ambiente diverso da quello ristrutturato, purché collocati all’interno del medesimo immobile. Ad esempio, se avete rifatto ex novo i bagni e relativi impianti potete sfruttare il bonus mobili non solo per acquistare la lavatrice da posizionare all’interno di questo ambiente, ma anche la lavastoviglie nuova per la cucina e un divano diverso per il soggiorno!

elettrodomestici Bonus casa Pisa 2019. come fare per ottenere le detrazioni sulla casa

L’Ecobonus 2019

Esattamente come per i due incentivi appena illustrati, un altro grande classico in fatto di detrazioni è L’Ecobonus, che riguarda nello specifico gli interventi di riqualificazione energetica, agevolando tutti coloro che desiderano ridurre i consumi energetici della propria abitazione, rendendola più efficiente, contribuendo così alla salvaguardia dell’ambiente

Anche in questo caso tutto è rimasto invariato rispetto al 2018. Al contribuente spetta generalmente una detrazione Irpef pari al 65%. I limiti di spesa, però variano a seconda del tipo e dell’entità dei lavori in programma, potendo arrivare fino a 100.000 per edifici riqualificati nel complesso, o fino euro 60.000 euro qualora l’intervento effettuato riguardi solo determinati elementi dell’involucro, come le pareti, gli infissi o la copertura. Qualora si decidano di installare pannelli solari la detrazione spetta fino ad una spesa massima di 30.000 euro, mentre per la sostituzione degli impianti degli impianti di climatizzazione invernale, già dallo scorso anno, l’aliquota detraibile è scesa al 50% e solo qualora si installino particolari tipi di elementi con una certa efficienza.

L’Ecobonus riguarda anche i condomini, per i quali dallo scorso anno, peraltro, è prevista qualche agevolazione ulteriore che si ripercuote positivamente sia sulle aliquote che sulle tempistiche di ritorno.

Per beneficiare di questo tipo di Bonus è sempre necessario istruire apposita pratica Enea. Effettivamente si tratta dell’incentivo più complesso, soggetto a regole e procedure più restrittive, pertanto per un approfondimento in merito vi rimandiamo ad un prossimo articolo ad hoc.

Il Bonus verde

Dallo scorso anno è entrato in vigore anche il Bonus Verde, altrimenti detto Bonus Giardini, che avendo suscitato grande interesse è stato prorogato anche per il 2019.

Anche in questo caso è prevista una detrazione Irpef del 36% di tutti i costi sostenuti per effettuare lavori ed interventi di sistemazione e recupero del verde, da ripartire come sempre in 10 anni e per un ammontare massimo di spesa pari a 5000 euro per ogni unità immobiliare.

Ciò significa per la sistemazione del verde dei condomini complessivamente è possibile spendere 5000 euro per ciascun proprietario e dunque globalmente si può detrarre di più. L’importante, è che la quota massima spettante a ciascun condomino, ripartita in base ai millesimi di proprietà, sia comunque al massimo pari a 1800 euro totali (ovvero il 36% di 5000 euro).

Di questo incentivo può beneficiare anche chi non possiede un giardino, per sistemare il verde presente su terrazzi, balconi e giardini pensili. Sono
inoltre ammesse alla detrazione anche le spese per l’irrigazione e per le potature.

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Il Sisma Bonus

Anche a seguito dei gravosi incidenti verificatisi nel nostro paese in tempi recenti il Governo, da diversi anni, ha pensato a degli incentivi volti a limitare i pericoli ed i danni dovuti ai terremoti.

Anche nel 2019, come era avvenuto già nel 2017 e nel 2018, a tutti coloro che, nelle zone 1, 2 e 3, sosterranno spese per l’adeguamento antisismico di edifici d’abitazione o destinati ad attività produttive, spetterà una detrazione pari al 50%, con un tetto massimo di 96.000 euro di spesa: la differenza rispetto agli altri incentivi già visti è che il recupero avviene in soli 5 quote anni, anziché 10.

Inoltre, se a seguito degli interventi eseguiti dovesse risultare una riduzione del rischio sismico tale da determinare il passaggio ad una classe inferiore, l’aliquota detraibile aumenta fino al 70%, percentuale che sale addirittura all’80% se il miglioramento comporta la riduzione di 2 classi di rischio.

Per i condomini le aliquote possono salire ancora: sino al 75% o all’85% ed in questi frangenti il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a € 96.000, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Mai come in questo caso la sicurezza conviene davvero!

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Il Bonus unico per i condomini

Per concludere la nostra panoramica relativa ai Bonus fiscali dedicati alla casa, vogliamo fare una precisazione che riguarda i condomini.

Dallo scorso anno, infatti, per queste tipologie di edifici, in cui peraltro vive la maggior parte degli italiani, è possibile fruire del cosiddetto “Bonus Unico”, ideato proprio allo scopo di semplificare le procedure quei condomini che desiderino effettuare una riqualificazione globale dell’immobile, con interventi che sarebbero contemporaneamente agevolabili sia tramite l’Ecobonus che con il Sisma Bonus. In questi casi è previsto un Super Bonus che consente una detrazione minima dell’80% nel caso in cui ci sia il passaggio ad una classe di rischiosismico inferiore, fino addirittura all’ 85% se i lavori consentono il passaggio di due classi di rischio.

Tale detrazione concessa in virtù del Super Bonus va suddivisa sempre in dieci quote annuali tutte di uguale importo, ma l’ammontare massimo delle spese sostenute è maggiorato e pari a ben 136.000 euro per ciascun condomino. È chiaro dunque che moltiplicando 136.000 euro per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio le possibilità di intervento sono davvero concrete e quanto mai la riqualificazione globale diventa conveniente!

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Che viviate in una villetta, piuttosto che in un condominio, che desideriate intervenire in maniera autonoma e puntuale, piuttosto che assieme ai vostri vicini, o comunque globalmente, per riqualificare tutto il vostro immobile, ottenendo così non solo una casa più bella ma anche un involucro più sicuro ed efficiente, poco importa. Questo è il momento perfetto di agire e programmare quei lavori a cui, magari, pensavate da tempo, ma non avete mai avuto il coraggio o la voglia di affrontare.

Insomma, qualunque sia l’entità e la tipologia di ristrutturazione di cui necessitate, se ritenete che in casa vostra ci sia qualcosa da migliorare, ricordatevi che investire nella propria abitazione è sempre un’ottima cosa, perché questo comporta non solo un aumento di valore del capitale immobile, ma anche un miglioramento (a volte davvero netto) delle condizioni di vita di chi vi abita. Rivedendo l’aspetto strutturale, la sicurezza impiantistica, il confort termico, ma anche soltanto cambiando il look e rinnovando alcuni ambienti ci si può riscoprire più tranquilli e felici. Ricordate che la casa è un nido, il posto per eccellenza all’interno del quale ci si deve sentire sicuri, accolti e protetti, come in nessun altro luogo al mondo.

Sperando di avervi fornito qualche informazione utile, dandovi qualche spunto concreto per intervenire, ricordate che qualora aveste bisogno di una consulenza di qualunque genere non dovete esitare a contattare gli esperti di Martinelli Casa.

A noi, per ora, come di consueto, non resta che augurarvi “Buona casa!