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Il mercato immobiliare: cosa dovremmo aspettarci a seguito dell’emergenza Coronavirus?

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Purtroppo, in questo momento storico, il nostro paese, come moltissimi altri (anche se prima, in termini di tempo), sta vivendo una situazione estremamente difficile.

Se qualcuno ce l’avesse predetto, fino a qualche mese or sono, non ci avremmo mai creduto. Invece, il Covid-19 si è presentato all’improvviso e da subito è parso inarrestabile: da un giorno all’altro tutto quello che da sempre ci sembrava normale e scontato è diventato un miraggio. Oggi, fare la spesa, prendere un caffè al bar, andare al lavoro, portare i bambini a scuola o a prendere un gelato, non è più possibile.

Scuole e uffici sono chiusi; ristoranti, bar e negozi serrati; non si può più neppure andare a correre al parco, o a fare una passeggiata. Con gli ospedali oramai al collasso, nel tentativo di fermare l’avanzata del virus e contenere il numero dei soggetti colpiti, il Governo ha varato una serie di decreti che ben si riassumono con l’espressione social del momento #IORESTOACASA. Appesi ai balconi appaiono ovunque striscioni e cartelloni disegnati dai bambini con arcobaleni colorati e la scritta a caratteri cubitali “ANDRA’ TUTTO BENE”. La gente si incontra virtualmente solo via Skype, o tramite videochiamate, o ancora trova un momento di aggregazione cantando all’unisono l’inno d’Italia al balcone.

Ecco allora che, la prima preoccupazione, come doveroso, va rivolta alla tutela della salute e all’incolumità di tutti i cittadini. È ovvio che in cima ai pensieri di ognuno di noi c’è l’ansia per i propri familiari, per i parenti e gli amici: ci si augura che tutti stiano bene, ma ci troviamo tutti nella stessa barca.

La preoccupazione, inevitabilmente, è palpabile anche sul fronte economico. Escludendo i servivi essenziali, praticamente ogni altra attività è chiusa, si può solo stare in casa e attendere con pazienza che il peggio sia passato, attenendosi scrupolosamente alle direttive.

Chi come noi al momento è fermo e non può proseguire con il suo lavoro, se non in minima parte grazie al cosiddetto “Smart Working”, non può non interrogarsi rispetto a tutte quelle implicazioni più prettamente lavorative ed economiche che il virus porta con sè. Che ne sarà delle nostre attività? Come faremo ad andare avanti, a fare la spesa, a pagare le tasse e le bollette?

Ecco, allora, che oggi vogliamo tentare di capire assieme a voi che cosa, presumibilmente, potrebbe accadere nel prossimo futuro al mercato immobiliare, che è quello che ci riguarda più da vicino.

Il mercato immobiliare ai tempi del Coronavirus

Quello immobiliare è un settore che purtroppo negli anni della crisi era già stato duramente colpito, tant’è vero che solo recentemente aveva iniziato una lenta ripresa.

Ora, con l’emergenza Coronavirus dobbiamo temere che la situazione torni a peggiorare?

Di certo, il mese di marzo farà registrare una brusca battuta d’arresto. D’altro canto, in questo preciso momento tutto è bloccato: non è pensabile andare in giro per visionare case e scegliere quella che più ci aggrada. Anche i rogiti e i traslochi già fissati per questo periodo verranno rimandati a data da destinarsi, ma questo è fisiologico e non ci si potrebbe aspettare nulla di diverso.

Mai come negli ultimi giorni tutti guardiamo con attenzione i telegiornali e, dunque, è impossibile non essersi resi conto che, a livello mondiale, l’economia soffre non poco. Le borse e i mercati finanziari crollano, non solo quelli europei, anche quello americano ha seguito a ruota. Ecco, allora, che, mentre i rendimenti di azioni, obbligazioni e bond toccano il fondo, gli unici segnali positivi derivano dalle quotazioni dell’oro, bene rifugio per eccellenza, che raggiunge quotazioni più alte di quelle registrate nel 2013.

È proprio in uno scenario di questo tipo, quando molti oramai credevano che non fosse più appetibile, il mercato immobiliare torna invece a suscitare un certo interesse. Il vecchio caro mattone, a cui i nostri nonni erano profondamente legati e che ultimamente veniva snobbato dai più giovani, adesso torna alla ribalta, rivelandosi ben più sicuro e concreto dei titoli.

In condizioni normali, sino a qualche settimana fa, molti preferivano investire in strumenti finanziari piuttosto che in immobili. Questo perché mentre azioni ed obbligazioni sono facilmente svincolabili e in caso di necessità consentono di trasformarsi facilmente in liquidità, disfarsi di un immobile a volte può risultare difficoltoso e comunque richiede tempo (talvolta anche parecchio).

A parte alcune città più fortunate, come Milano o Stoccolma, dove anche nell’ultimo periodo a poche ore, o solo a distanza di qualche giorno, dalla messa in vendita si riusciva a piazzare un immobile, è indubbio che un immobile abbia un asset molto meno liquido di un qualsiasi investimento di natura finanziaria e questo è un dato di fatto che anche il Coronavirus non potrà cambiare.

Detto ciò, in questo periodo si torna a rivalutare gli immobili come fonte d’investimento per due ragioni essenziali, vediamo di capire quali.

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16-1024x536 Il mercato immobiliare: cosa dovremmo aspettarci a seguito dell’emergenza Coronavirus?

Il mercato immobiliare è lento e stabile

Innanzitutto, il settore immobiliare non è il mercato azionario: si muove più lentamente e i prezzi non mutano drasticamente, oscillando di giorno in giorno.

Se fino a poche settimane fa Wall Street segnava in positivo i suoi record storici, oggi ha perso oltre il 20% e all’orizzonte, data la situazione mondiale, non si scorge nulla di buono. La liquidità dei mercati finanziari, che in condizioni normali è data per scontata, in momenti come quello attuale tende a prosciugarsi. La volatilità è diventata un fattore di rischio rilevante per quanti oggi volessero entrare sul mercato azionario o obbligazionario.

Al contrario, invece, il mercato immobiliare si contraddistingue per una maggior stabilità di fondo, senza contare la lentezza dei suoi movimenti. È difficile pensare che in qualche settimana, ma anche in qualche mese, il prezzo di vendita di una casa crolli del 20-30%, mentre purtroppo gli strumenti finanziari è cosa assai più usuale.

Gli affitti garantiscono buone performance anche nelle fasi di crisi

Nelle fasi storiche di crisi globale dell’economia, gli immobili, diversamente da ogni altro investimento, continuano a garantire una rendita pressoché costante. Negli Stati Uniti, ad esempio, negli ultimi dieci anni i canoni di locazione sono cresciuti in madia del 3% annuo, più della stessa inflazione. Questo basterebbe ad indicare che gli investimenti immobiliari, già normalmente, si rivelano capaci di tutelare il potere di acquisto del capitale.

Se ciò non fosse sufficiente a convincervi sappiate che, tra il 2008 e il 2009, mentre Wall Street sprofondava nel pieno di una crisi finanziaria senza eguali, sempre negli USA i canoni di locazione medi continuavano, seppur molto lentamente a crescere. Unicamente nel secondo trimestre del 2010 si registrò un calo praticamente impercettibile (-0,00896%), mentre per il resto si passo dal +3,7% del primo trimestre del 2008 al +0,31% del primo trimestre del 2010.

Ciò significa che, mal che vada, gli affitti nel momento in cui l’economia va male, tendono a rincarare più lentamente, ma mai ad arrestarsi né tanto meno ad arretrare, confermando che gli investimenti immobiliari restano un porto sicuro.

La crisi d’atro canto non può far venire meno l’esigenza di avere un tetto sopra la testa; per quanto minore la domanda ci sarà sempre, cosa non scontata per i titoli finanziari, caratterizzati da maggiore volatilità e improvviso crollo di liquidità.

coronavirus-1-1024x732 Il mercato immobiliare: cosa dovremmo aspettarci a seguito dell’emergenza Coronavirus?

 

Cosa dobbiamo aspettarci

Fare previsioni a lungo termine è evidentemente impossibile, specie finché non sapremo esattamente fino a quando durerà l’emergenza ed il conseguente stop alle attività lavorative. Se l’emergenza Coronavirus dovesse protrarsi per lungo tempo, con un impatto duraturo sull’economia in generale, allora, alla fine, si avranno inevitabili ripercussioni anche sulla proprietà. Qualora invece riuscissimo a replicare la situazione verificatasi in Cina, contenendo il COVID-19 in pochi mesi, auspicabilmente entro la prima metà del 2020, allora, nella seconda metà dell’anno tutto ciò potrebbe tradursi in una ripresa anche e soprattutto dei prezzi delle abitazioni.

Lo prevede anche S&P Global Ratings nel suo recente rapporto sul settore immobiliare in Europa, ritenendo che, in Italia, i prezzi delle abitazioni, quest’anno, saranno leggermente più dinamici, facendo registrare un incremento dello 0,5% rispetto allo 0,1% dello scorso anno e dopo il calo registrato nei due anni precedenti.

Se da un lato, infatti, il basso numero dei nuovi posti di lavoro continuerà a influire negativamente sulle prospettive di crescita del reddito delle famiglie italiane, dovremo aspettarci una serie di misure rivolte a sostenere e favorire l’accesso al credito che sosterranno la domanda di abitazioni, specie prime case.

 

Concludendo

Che desideriate comprare la vostra prima casa o investire nel mattone, il periodo post Cornavirus dovrebbe rivelarsi un momento più che favorevole, complice la possibilità di sfruttare tassi di interesse bassi e prezzi ancora convenienti.

Nel prossimo futuro c’è da aspettarsi che la casa tornerà ad essere percepita come l’investimento a lungo termine sicuro per eccellenza.

Dal canto nostro noi siamo sempre qui, ad offrirvi, se ne avete bisogno, la nostra consulenza anche da remoto.

Per ora, non ci resta, come al solito, che augurare a tutti BuonaCasa, augurio che mai come oggi è calzante e ricordate State a Casa, ci rincontreremo presto.

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